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Quando abbiamo cominciato il processo di restyling di The Web Factory, una delle prime cose sulle quali ci siamo ritrovati a ragionare sono stati gli strumenti che avevamo a disposizione per comunicarci. Ci siamo chiesti: quali sono i canali che abbiamo già attivato? Li usiamo nel modo giusto? C’è qualche strumento che non utilizziamo ancora e del quale sentiamo davvero la mancanza? Ed è proprio nell’ambito di questa riflessione che ci siamo detti con estrema convinzione che sì, ci mancava qualcosa: mancava un brand manifesto. E allora, ovviamente, abbiamo deciso di crearne uno.
Cosa si intende con Brand Manifesto?
Un brand manifesto – o manifesto aziendale – è un documento che mette nero su bianco l’essenza e i valori di un brand, la sua vision, la mission e tutti quegli elementi che ne definiscono le aspirazioni e la direzione. È un contenuto, generalmente scritto e strutturato in modo creativo, che si concentra non soltanto su chi sia e cosa faccia il brand in questione, ma anche e soprattutto su come questo porta avanti le sue attività e sul perché che sta dietro le sue scelte aziendali.
Se canali quali il sito web e i social media sono strumenti che servono alle aziende prettamente per comunicare a un pubblico esterno, il brand manifesto ha una sorta di funzione ibrida, identificandosi tanto come strumento di coordinamento e definizione aziendale interno quanto come canale di comunicazione verso terzi. Un canale che, esattamente come tutti gli altri, deve essere costruito in coerenza con il brand che rappresenta, con la sua immagine coordinata, la sua identità visiva e il suo tono di voce. Anzi, non esitiamo a dire che deve esserlo anche più di tutti gli altri.
In un brand manifesto nulla è lasciato al caso: grafica e parole, forma e contenuto, vanno più che mai a braccetto, arrivando a fondersi l’una con l’altro. E creano insieme uno strumento che negli ultimi trent’anni ha vissuto uno sviluppo senza precedenti dal punto di vista concettuale e aziendale.
Storia del Manifesto aziendale
Il termine Manifesto inteso come dichiarazione pubblica di principi, valori e obiettivi di un gruppo o un’organizzazione ha una storia sociale, politica, religiosa e artistica lunga secoli. L’utilizzo di questo strumento in ambito aziendale si può far risalire invece a tempi ben più recenti, a partire dalla fine degli anni Ottanta ma soprattutto tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei 2000.
La chiave della diffusione del Brand Manifesto è stata senza dubbio un cambiamento fondamentale nell’ambito della comunicazione e del marketing: il momento in cui il prodotto (o il servizio) ha smesso di essere la principale leva di comunicazione dei brand, che hanno cominciato a strutturare la propria comunicazione attorno al concetto di storytelling. Avere il prodotto migliore al prezzo più basso non basta più. Il consumatore contemporaneo vuole – o forse potremmo dire che ha bisogno di – qualcosa di più. Qual è l’universo valoriale di riferimento del brand? In cosa crede? Come si adegua alla visione del mondo che porta avanti?
Ad oggi il Brand Manifesto è uno dei principali strumenti utili per rispondere a queste domande
In una parola: è posizionamento, e lo è per una serie di motivi. Innanzitutto è uno strumento dalla fruizione tendenzialmente semplice. Non tutti infatti hanno voglia di leggere un articolo di blog come questo, lungo centinaia di parole, ma è molto più facile che si abbiano tempo e voglia di leggere un testo molto più breve. Un testo strutturato proprio per essere accattivante e d’interesse. Insomma: la soglia dell’attenzione è bassa, questo le aziende lo sanno, ed è bene rispondere di conseguenza.
Il motivo numero due – non meno importante – ci riporta invece al punto da cui abbiamo cominciato: il brand manifesto è rappresentativo. Non ci sono regole predefinite, un massimo di battute, modalità di diffusione prestabilite: sono le aziende a strutturarlo, a dargli vita e anima, a plasmarlo a loro immagine e somiglianza. Niente algoritmi da girare a nostro favore, nessun giorno di condivisione deciso dall’alto: il manifesto è ciò che siamo; la sua composizione e la sua distribuzione sono a nostra completa discrezione. Certo, è ovviamente uno strumento che può essere diffuso e distribuito attraverso i canali più disparati, ma non dipende da nessuno di loro. Dipende solo da chi lo crea.
Ma quindi noi di The Web Factory come lo abbiamo realizzato?
Come per tutto il processo di restyling del brand (ne abbiamo parlato anche qui sul nostro blog), anche il nostro Brand Manifesto è stato oggetto di lunga riflessione. Una riflessione che è passata attraverso di me, la copywriter di The Web Factory, ma che parte da un più approfondito lavoro di consapevolezza aziendale.
Sarò sincera: non è stato immediato dargli forma, e prima di quella che ha assunto ne ho valutate anche delle altre. Il fatto è che un processo creativo pressoché senza limiti, se da un lato dà la più ampia possibilità di scelta, dall’altro ci mette spesso davanti a dubbi di non poco conto. La soluzione a questi dubbi è stata partire da ciò che conosciamo meglio di qualunque altra cosa: da noi. Abbiamo sviscerato il nostro nuovo pay off, strutturando un manifesto che a suo modo ne spiega i tre concetti chiave. Lo abbiamo fatto seguendo il tono di voce e l’immagine coordinata che seguono il restyling: più netti, definiti, impattanti.
Il risultato è nella pagina dedicata qui sul nostro sito, ma vi lasciamo il nostro Brand Manifesto anche qui in formato pdf. Noi ne andiamo molto fieri, perché ci rappresenta davvero. Racconta chi siamo, come ci approcciamo al nostro lavoro, dove vogliamo andare e come vogliamo arrivarci. Ma non vi diciamo altro: se volete saperne di più, vi toccherà leggerlo.
Martina Mastellone