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Un argomento di grande dibattito della comunicazione contemporanea, dentro e fuori dalle mura di The Web Factory, è la differenza tra content creator e social media manager. Due ruoli che vengono spesso confusi o considerati intercambiabili, se non addirittura la stessa cosa. La realtà però è molto diversa: social media manager e content creator condividono molte competenze ma rispondono a logiche, flussi di lavoro ed esigenze differenti. E questo, soprattutto in considerazione di due elementi ben precisi.
Punto 1: l’approccio alla produzione
La prima e più evidente differenza tra social media manager e content creator sta nel modo in cui nasce il contenuto dalle due figure. Il lavoro di un* SMM vive dentro un sistema più ampio e strutturato, nel quale la produzione è pianificata coinvolgendo più professionalità: art director, graphic designer, fotograf*, videomaker. Coordinamento costante, visione comune e un alto livello qualitativo degli output sono fondamentali in questa suddivisione del lavoro, perché il contenuto è parte di un progetto più grande.
Un* content creator, invece, tende a lavorare in modo più snello e autonomo. Produce, monta, pubblica e interagisce seguendo ritmi molto veloci. Si muove tra trend, formati del momento, risposte ai commenti e occasioni spontanee. È immers* nella velocità dei social e vive molto di reattività. La produzione si fa quindi più snella e concentrata, cosa che permette di arrivare prima ad avere un contenuto pronto per la pubblicazione.
Punto 2: il ruolo della programmazione
Superata la fase produttiva, ecco che entra in gioco anche la programmazione dei contenuti. Tanto social media manager quanto content creator lavorano sulla continuità e sulla costruzione di un racconto nel tempo, ma con modalità diverse. Se un* content creator è più agile nell’intercettare ciò che succede nel presente e trasformarlo in contenuto quasi in tempo reale, l’SMM mantiene una velocità operativa che però si inserisce in una programmazione più ampia e coerente. L’obiettivo resta lo stesso, ma il flusso con cui viene portato avanti cambia profondamente.
C’è poi un altro fattore estremamente discriminante che aiuta a scegliere a quale figura affidare un progetto.
Punto 3: la tipologia di cliente
Ogni gestione social ha obiettivi e necessità specifiche che la rendono più adatta a essere svolta da un ruolo rispetto all’altro. La tipologia di prodotto o servizio, la necessità di una programmazione a lungo termine coordinata con strutture interne di vendita, il tempo e l’attenzione che il cliente può dedicare al supporto della gestione sono solo alcune di queste discriminanti. In questo senso, la gestione dell’SMM può essere più adatta alla gestione di profili che hanno un piano editoriale fondato su elementi fissi come la stagionalità del prodotto, il legame con periodi di vendita specifici, i momenti “caldi” della domanda o prodotti dal ciclo di acquisto molto lungo.
Un* content creator può invece essere più adatt* a una gestione basata su contenuti estemporanei, in contesti con un flusso costante di vendita del prodotto o servizio e quindi con la necessità di mantenere il racconto sempre aggiornato; potrebbe avere spesso bisogno di proporre promozioni e offerte una tantum o di adattare velocemente la comunicazione in base a ciò che succede.
Non esistono regole rigide o soluzioni valide in assoluto.
Ogni strategia viene costruita su misura in base alle necessità reali. In un’agenzia di comunicazione come la nostra, la strategia non nasce mai da una sola figura. Le linee guida si costruiscono insieme al cliente e al team strategico composto da Head of copy, Head of marketing e Creative director (la sottoscritta).
In sintesi, decidere se puntare di più su un* SMM o su un* content creator non è una questione di preferenze, ma di obiettivi. Sono ruoli diversi, complementari ed entrambi indispensabili. La differenza non sta in chi lavora meglio, ma in quale approccio è più funzionale alla direzione che si vuole prendere.
Matteo Antonini